Abbazia di Rosazzo

Presentazione

I Monaci Benedettini provenienti dall'Abbazia di Milstatt in Carinzia portarono la cultura e la coltivazione della vite e dell'olivo presso l'Abbazia di Rosazzo, già alla fine del 1200, contribuendo alla crescita d'importanza del comprensorio. Da un documento dell'Abbazia di Rosazzo datato 1341 gennaio 20, si legge che "Il Patriarca Bertrando minaccia la scomunica ad alcune persone, le quali, dopo aver occupato una selva dell'Abbazia di Rosazzo, non volevano piantare le viti". È una significativa testimonianza che attesta la vocazione per la coltura della vite a Rosazzo. Qui sono nate alcune tra le più grandi uve friulane quali la Ribolla gialla, il Picolit ed il Pignolo.

Nel 1500 la Ribolla gialla di Rosazzo era uno dei vini preferiti dal Doge di Venezia e la produzione di tale vino era a lui riservata.

Nel 1979 sono iniziati i lavori di sistemazione agraria, con il restauro delle caratteristiche terrazze vitate.

La conduzione degli storici vigneti è attualmente affidata all'azienda Livio Felluga che vi produce un "Rosazzo", uvaggio bianco a base Friulano con Sauvignon, Pinot bianco, Malvasia e Ribolla gialla.


Situata nella parte meridionale dei "Colli Orientali del Friuli",  la collocazione dell'Abbazia, è affascinante; dall'altitudine dei sui 176 metri lo sguardo a sinistra spazia dalla valle di Caporetto passando attraverso il Collio, per poi abbracciare la pianura orientale friulana, la sagoma della basilica di Aquileia con alle spalle la laguna di Grado, la linea snella del campanile di Mortegliano che svetta sullo sfondo delle colline di Buttrio, per poi finire inebriato dalla compattezza ed eleganza del massiccio del Piancavallo.

Il terreno di Rosazzo è interamente formato da marne e arenarie di origine eocenica, che in dialetto friulano viene chiamato "Ponca". Il clima è reso particolarmente mite dalla vicinanza al mare (25 Km in linea d'aria) e dall'esposizione a sud, con le prealpi Carniche e Giulie a proteggere la zona dai freddi venti di origine siberiana. Un microclima unico, ideale per la coltivazione della vite.

Il lavoro in vigna è svolto con meticolose attenzioni, le rese a ceppo sono molto basse, la qualità è spinta al massimo.

La cantina d'invecchiamento, visitabile su appuntamento,  è la più antica del Friuli essendo  risalente alla fine del 1200; fin d'allora i monaci Benedettini la usarono per l'affinamento dei propri vini e per la conservazione dell'olio.

Nella bella stagione è inoltre possibile vivere in prima persona le bellezze del "Sentiero delle Rose" che si snoda a fianco dei vigneti e che vede la presenza di numerosi esemplari di rose antiche.