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AFFRESCHI ESPOSTI IN ABBAZIA DI ROSAZZO

Gli affreschi qui esposti provengono dalla chiesa eremitana di S. Antonio a sud di Pers e a nord ovest di Sant'Eliseo di Majano. Consacrata nel 1459, ma di costruzione attribuibile all’anno mille, è una piccola chiesa orientata a Ovest, di struttura originaria molto semplice con un’aula unica rettangolare, copertura con volta piena a sesto acuto, a due campate, il presbiterio quadrato con volta a crociera, le vele divise da costoloni, due finestre con archi a sesto acuto sul lato sud e monofora campanaria di tipo quattrocentesco.

A seguito del terremoto del 1976 subì forti danni: crollò parzialmente la copertura e alcuni intonaci parietali facendo intravedere la presenza di tracce di affreschi sulle pareti dell’abside e sull’arco trionfale. Nell’anno 1977 venne effettuato un primo intervento di consolidamento e parziale pulitura degli affreschi mettendone in luce circa 20 metri quadri. Nel 1978 venne scoperta la parete di fondo dove l’intonaco ricopriva lacerti di affreschi e si effettuò il distacco di tutti i dipinti. Nonostante il degrado subìto dalle superfici dipinte, le pitture, secondo lo studioso e critico d’arte antica, Paolo Casadio, costituiscono una rilevante testimonianza della pittura quattrocentesca in Friuli. Si sono individuati due autori: il maestro che lavorò per primo alla decorazione della pareti dell’abside e dell’arco santo e l’autore dell’ampio lacerto del secondo strato della parete nord con un Miracolo del Santo e sei figure di Apostoli. La Soprintendenza per i Beni Storici ed Artistici del Friuli Venezia Giulia affidò le porzioni di affresco recuperate ad una ditta che ne eseguì il restauro e la loro applicazione su 12 pannelli in vetroresina, la cui superficie totale è di 34 metri quadri. I soggetti iconografici dei 12 lacerti sono di seguito descritti come:

1.      Teoria degli apostoli (in entrambi gli strati) nel registro inferiore;

2.      Sant’Antonio di Padova e fedeli (in entrambi gli strati), nel registro sovrastante;

3.      Angelo Nunziante;

4.      San Giuseppe con Gesù Bambino in braccio;

5.      Finti marmi;

6.      Madonna con Gesù Bambino e Angeli musicanti.

Tutti gli interventi sono stati curati dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia (Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia) in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per i beni culturali e l’Arte Sacra della Curia Arcivescovile di Udine.

Preso atto della decisione assunta nell’anno 2007 di non procedere alla ricostruzione della chiesa, venne stipulata una convenzione di comodato temporaneo fra la Parrocchia di San Michele Arcangelo di Pers e l’Arcidiocesi di Udine per la collocazione degli affreschi rimasti in deposito per circa 25 anni. In base a detta convenzione, i 12 pannelli sono oggi custoditi ed esposti presso la chiesa di San Pietro Apostolo dell’Abbazia di Rosazzo.