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"EVOLUZIONE DELLE PRATICHE DI DIGIUNO IN AMBITO SCIENTIFICO E CULTURALE"

EVOLUZIONE DELLE PRATICHE DI DIGIUNO IN AMBITO SCIENTIFICO E CULTURALE
Sabato 28 settembre 2024 ore 8.30
Abbazia di Rosazzo, Manzano UD

Razionale scientifico. Il digiuno viene definito come astensione, volontaria o meno, dall’assunzione di cibo e, talora, anche di bevande, totale o parziale ( digiuno modificato, con diverse possibili proporzioni di macronutrienti e apporto energetico), per un periodo di tempo più o meno prolungato. La pratica del digiuno affonda le sue radici nella preistoria e nel tempo è stata sostenuta da motivazioni diverse: religiose, etiche, sociali e politiche (ad esempio come strumento di protesta contro la violazione di diritti fondamentali), culturali, patologiche, come ad esempio nel caso dell’anoressia nervosa e cliniche, con possibili benefici, oggi oggetto di intensa ricerca, nelle patologie neurodegenerative, metaboliche, cardiovascolari e neoplastiche. A queste tipologie di digiuno vanno aggiunte quelle, non volontarie, mediate da carestie alimentari, eventi bellici e condizioni ambientali negative quali siccità, alluvioni o epidemie che colpiscono, animali o piante, sorgenti fondamentali di cibo. Nuovi paradigmi, tra altri, sui meccanismi di evoluzione fisica e cognitiva (con importante aumento di volume dell’encefalo), nell’uomo preistorico vengono attribuiti proprio ai digiuni frequenti e talora prolungati, secondari alla scarsità, sporadicità e difficoltà a nel procurarsi il cibo in ambienti ostili, a seguito di variazioni climatiche o dell’emigrazione dall’Africa in nuovi territori. La selezione naturale avrebbe favorito la sopravvivenza di individui in grado di adattarsi alla scarsità di cibo tramite un viraggio metabolico:
dall’utilizzazione di glucosio, di origine epatica, a quello di acidi grassi, derivati dal tessuto adiposo, e corpi chetonici. Tali substrati utilizzati dai neuroni danno origine a meccanismi di signaling che favoriscono i processi cognitivi fondamentali all’approvvigionamento di cibo (quali navigazione spaziale, capacità di problem solving, abilità sociali di cooperazione creatività, ecc.). Altri studi hanno permesso di approfondire gli effetti del digiuno o del semidigiuno. In modelli animali una restrizione calorica tra il 15-40%, rispetto all’abituale, tale da non provocare malnutrizione, o l’astensione dal cibo riducono lo stress ossidativo e i processi infiammatori, contribuiscono a riparare i danni al DNA, favoriscono l’autofagia cellulare, migliorano i parametri associati al rischio cardiovascolare e neoplastico e limitano i processi
neurodegenerativi con ricadute positive sullo stato di salute, la prevenzione/terapia delle patologie croniche, le abilità cognitive e la longevità. Anche lo sviluppo di bioritmi ha permesso di ottimizzare la relazione con l’ambiente. Molta parte dell’umanità, salvo le aree di insicurezza alimentare, vive in un epoca in cui la scarsità di cibo è rara mentre gli eccessi alimentari sono frequenti, inoltre anche i bioritmi sono meno rispettati, con le note conseguenza di obesità e complicanze, tra cui quelle cognitive. Sono stati pertanto messi a punto tipologie di digiuno che si differenziano per durata, periodicità, apporto energetico, da nullo (water only fasting) a parzialmente ridotto, oppure che limitano quotidianamente la finestra temporale per l’assunzione di cibo con prolungamento delle fasi di digiuno notturno. Le finalità del digiuno sono di tipo preventivo e terapeutico. Alcuni degli schemi di digiuno vengono per lo più considerati una modificazione dello stile alimentare di più facile accettazione rispetto alle restrizioni prolungate di cibo. A fronte dei benefici del digiuno, vanno tuttavia tenute in considerazione le possibili complicanze, specie in soggetti più fragili, quali anziani, a rischio di sarcopenia, o pazienti affetti da patologie o che perdono il controllo sull’alimentazione a seguito di restrizioni. Da qui l’importanza della supervisione medica e di ulteriori studi controllati nell’uomo. Infine il significato culturale generale del digiuno può svolgere un ruolo importante nell’accettazione, anche emotiva, di tale pratica, mentre una ristorazione adeguata può favorire l’adesione ai regimi in un epoca in cui vi è un’elevata attenzione al cibo anche per motivi estetici, edonistici o salutistici.


PROGRAMMA
Sessione 1. Moderatori: Dott. Pierandrea Vinci, Dott. Claudio Lucas
8.30-8.50. “Si prega di non dare cibo agli umani.” Introduzione al tema del digiuno. R. Situlin, Trieste
8.50-9.10. Il potere del digiuno. M. Mattorre, Roma
9.10- 9.30. I mitocondri ed il microbiota nel digiuno. F. Burigana, Trieste
9.30-9.50. Il digiuno in oncologia. C. Isidoro, Torino
9.50-10.10. Rischi delle forme più restrittive di digiuno. M. Rondana, Spilimbergo
10. 10-10.30. Diete restrittive e perdita di controllo sull’alimentazione. MR. Peri, Udine
10.30-10.45. Discussione generale


Sessione 2 Moderatori: Dott. Roberta Situlin, Dott. Stefano De Carli
11.00-11.20. Digiuno e spiritualità. Mons. L. Della Pietra,
Udine
111.20 -11.40. Il digiuno come scelta. M. Percotto, Udine .
11.40 – 12.00. Confronto tra diete chetogeniche e digiuno intermittente. P. Sbisà, Trieste
12.00-12.20. Complicanze internistiche nell’anoressia nervosa. E. Panizon, Trieste
12.20-12.40. Riabilitazione nutrizionale nell’anoressia nervosa. S. Argenta, Trieste
12. 40 -13.00. Discussione generale e conclusioni finali

 


SEGRETERIA SCIENTIFICA e ORGANIZZATIVA- R. Situlin, C. Lucas, P. Vinci. L’evento è stato organizzato con la significativa collaborazione della Fondazione Abbazia di Rosazzo cui vanno i nostri sentiti ringraziamenti
ISCRIZIONI. Per motivi organizzativi (posti a sedere) E’ DI FONDAMENTALE IMPORTANZA ISCRIVERSI PER TEMPO: scrivendo a: robisitulin@gmail.com

 

 

RELATORI E MODERATORI
Sabrina Argenta. Dietista, Clinica Medica, ASUGI
Fabio Burigana. Medico, Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva
Stefano De Carli. Medico, Direttore U.O. Medicina Interna, San Daniele, ASUFC
Loris Della Pietra. Monsignore, dottorato in teologia liturgica, direttore dell’Ufficio Liturgico
Diocesano di Udine e Istituto di Liturgia pastorale, Santa Giustina di Padova
Ciro Isidoro. Medico, Prof. Università del Piemonte orientale e Laboratory of Molecular Pathology and Nano Bioimaging, Department of Health Sciences, Novara
Claudio Lucas. medico, già dirigente Azienda Sanitaria Santa Maria della Misericordia, Udine
Emiliano Panizon. Dirigente Medico, Clinica Medica, ASUGI
Massimo Percotto. Coordinatore territoriale Friuli V.G. Accademia Italiana della Cucina.
Maria Rosaria Peri. Dietista, SOC di Endocrinologia e Malattie Metabolismo-Nutrizione Clinica ASUIUD
Massimo Rondana. Medico, già Direttore S. C. Medicina Interna, Ospedale di Spilimbergo
Paola Sbisà. Specialista in Scienza dell’alimentazione, Medico di libera professione
Roberta Situlin. Medico, già Professore a contratto, Clinica Medica, ASUGI, Presidente ADI, FVG
Pierandrea Vinci. Dirigente Medico, Clinica Medica, ASUGI

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